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Università Popolare "Antonio Gramsci"

Occorre persuadere molta gente che anche lo studio è un mestiere, e molto faticoso, con un suo speciale tirocinio, oltre che intellettuale, anche muscolare-nervoso: è un processo di adattamento, è un abito acquisito con lo sforzo, la noia e anche la sofferenza.

I Prossimi Incontri

  • 31
    Gennaio 2018
    18:00

    GLI ANNI SESSANTA NEL MONDO OCCIDENTALE: gli Stati Uniti da Kennedy a Nixon; la rivoluzione cubana; l'Europa occidentale negli anni Sessanta; l'Italia dal "centro-sinistra" all'"autunno caldo"

    Controstoria del secolo breve (II parte): dal secondo dopoguerra ai giorni nostri

    Prof. Renato Caputo

    Centro Culturale Cento Fiori, Via Goito 35/b, Roma
  • 07
    Febbraio 2018
    18:00

    GLI ANNI SESSANTA NEL MONDO ORIENTALE: l'Urss da Kruscev a Breznev; la "primavera cecoslovacca" e la repressione sovietica; l’inasprimento del conflitto sino-sovietico; la rivoluzione culturale in Cina.

    Controstoria del secolo breve (II parte): dal secondo dopoguerra ai giorni nostri

    Prof. Renato Caputo

    Centro Culturale Cento Fiori, Via Goito 35/b, Roma
  • 14
    Febbraio 2018
    18:00

    IL TERZO MONDO: L’India nel dopoguerra; la liberazione dell’Africa dal colonialismo; l’America latina dal populismo alle dittature militari; la guerra del Vietnam.

    Controstoria del secolo breve (II parte): dal secondo dopoguerra ai giorni nostri

    Prof. Renato Caputo

    Centro Culturale Cento Fiori, Via Goito 35/b, Roma

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Seminario: "Capitale Globale, Crisi e Movimenti in USA"

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Perché Gramsci

La scelta di un nome

Intitolare al nome di Antonio Gramsci la nostra università popolare vuole essere:

  1. il richiamo ad un atteggiamento di ricerca caratterizzato da un chiaro e solido ancoraggio politico ed etico, ma aperto e inclusivo ( anche di chi tra noi non si considera comunista);
  2. il richiamo a un pensatore studiato e usato in tutto il mondo, a cominciare dagli USA e dall’America Latina che ci sta particolarmente a cuore: insomma un segnale forte di internazionalità;
  3. infine si vuole scegliere non solo il nome di Gramsci, ma anche cercare di cogliere il senso più sostanziale della sua lezione: tenere duro nella sconfitta e, al tempo stesso, interrogarsi senza remore sulle ragioni vere e profonde del fallimento.

Insomma: intitolare ad Antonio Gramsci il nostro progetto non vuole dunque essere né una scelta identitario- minoritaria, né un omaggio a un presunto paradiso perduto. Ripartiamo da Gramsci, con umiltà e con una gran voglia di ragionare insieme tra generazioni, perché Gramsci si interrogava su una sconfitta. E proprio questo noi dobbiamo fare. Lo storico Guido Crainz si è chiesto: da dove sono usciti fuori gli anni Ottanta? E si è risposto: “Già c'erano, ma vi erano degli anticorpi che li contrastavano”. Vero, ma aggiungiamo noi: anche gli anticorpi non erano poi così sani. Insomma, nessun rimpianto, ma l'atto umile di rimboccarsi le maniche e cominciare a lavorare al futuro.

Perché Popolare

 ALLE RADICI

1) il nome "Università popolare" si ricollega a una bella tradizione del movimento operaio e popolare delle origini, a cui (come ci insegnava Pino Ferraris) la nostra fase storica, ahimé, somiglia;

2) noi (ri-)fonderemmo - quasi simbolicamente - una Università del popolo come luogo di ricerca e formazione nel momento stesso in cui la borghesia distrugge la sua Università, quella che avevamo cercato di democratizzare nel dopoguerra e tanto più a cominciare dal ’68, e nel momento in cui la tutela del patrimonio culturale materiale ed immateriale si limita a riproporre la stucchevole retorica del "petrolio nazionale" mentre le già scarse risorse vengono ulteriormente ridotte e il lavoro intellettuale è condannato a una crescente emarginazione sociale;

3) “Universitas” implica alcuni significati che rispecchiano i nostri intenti:

  • occuparsi praticamente di tutto (tutto ciò che ci interesserà), e in questo senso le forti differenze delle competenze e degli interessi disciplinari già presenti sono di buon auspicio;

  • legare didattica a ricerca, dando vita ai primi nuclei di lavoro costituiti in seminari a carattere permanente, nel senso che da essi dovrebbero svilupparsi strutture più stabili e meglio definite dal punto di vista disciplinare.

4) per ultimo, ma non meno importante: questo stesso nome di UP potrebbe favorire i raccordi di una iniziativa che non si propone di cercare o rivendicare finanziamenti pubblici, ma intende mantenere sempre aperto il dialogo con il comparto pubblico, sia con le istituzioni rappresentative, sia con gli enti e gli istituti di ricerca.

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